Sono nato a Palermo il 13 agosto del 1969. Sin da piccolo ho amato disegnare e dipingere tanto da spingere i miei genitori ad iscrivermi al Liceo Artistico. Lì ho imparato pochissimo, tranne la storia dell’arte e la chitarra. Si, proprio la chitarra! Si suonava tantissimo a scuola! Quando presi il diploma entrai subito nel mondo della musica. Mi occupavo di radio, selezionando musica per le fasce notturne e contemporaneamente giravo i primi pub come chitarrista. Senza neanche capire come mi ritrovai a sostentarmi con la musica e abbandonai anche l’idea di proseguire gli studi universitari. Ho sempre avuto la passione per il blues e lì ho suonato per molto tempo. Mi piace questa musica fatta di poche note ma “pesanti” e poi la ricerca spasmodica dell’intesa con i propri musicisti…
L’amore per la chitarra è stato affiancato dall’amore per una donna e quindi sono partito dalla mia città alla volta di Roma, Genova e Milano. A Milano ho dovuto affrontare il problema del lavoro quindi ho fatto di tutto: ho scaricato la coca cola per i supermercati, ho risposto al telefono nei call center, ho persino venduto centralini per telecom, un inferno!
Per arredare la casetta in affitto e per rilassarmi ho ricominciato a dipingere e siccome mi mancava tantissimo la musica, cominciai a dipingere proprio musicisti in bianco e nero. Volevo sentirmi parte della musica che non riuscivo più a suonare per mancanza di tempo e di energie. Nei minuti di pausa al call center continuavo a disegnare sul pc della mia postazione e un mio collega scoprì che avevo talento per la grafica.
Così mi affidò il suo portatile per farmi studiare e riuscì a tirarmi fuori dal “buongiornosonomanliocomepossoesserleutile?”. Sono tornato a Palermo col mio diplomino di grafica e illustrazione nel 2001, l’amore non c’era più ma forse avrei potuto trovare nuove soddisfazioni. Trovai lavoro come grafico in varie agenzie pubblicitarie e ricominciai a suonare. Nel settembre del 2003 entrai in ufficio alle ore 09.00 e ad alle ore 09.15 ero già stato licenziato. Lo shock è stato forte e la paura di non tirarmi fuori dai guai era più forte! Un giorno venne a trovarmi un amico a casa e vedendo i quadri che avevo realizzato a Milano mi disse che potevo sicuramente venderli, io chiaramente lo presi per pazzo. Ma un pomeriggio all’ apice della disperazione e dei problemi economici uscii da casa con i quadri, li portai in un negozio indicatomi dal mio amico e da allora non mi sono più fermato. Per questo dico sempre che la pittura ha scelto me e non il contrario.
Il percorso tortuoso mi ha portato a questa meta e sicuramente mi sento più musicista con i pennelli che con la chitarra. Io so cosa prova il musicista che sto dipingendo. So cosa c’è dietro un uomo che sceglie di sposare uno strumento. Dipingere un uomo che suona mi da la sensazione di suonare con lui sullo stesso palco, come quando da piccolo suonavo sui dischi e mi sentivo felice…

